“IL SILENZIO DI DIO”
Spettacolo al Teatro Stimate di Verona

pubblicato da: martina in Calendario, Teatro, Verona, Weekend — 5 March, 2010 @ 8:33 am

Ritorna dopo diversi anni a Verona uno dei grandi interpreti della scena teatrale italiana. Sabato 10 aprile alle ore 21.00 Silvio Castiglioni porta in scena al Teatro Stimate di Verona la sua ultima ed acclamata produzione, “Il silenzio di Dio“, che riunisce testi di Silvio D’Arzo e Fëdor Dostoevskij.

Miracolo, mistero, autorità: sono i protagonisti dei due intensi monologhi che compongono lo spettacolo che andrà in scena per il sesto appuntamento della rassegna Il cielo sopra Verona.
Accostati nella stessa serata, “Casa d’altri” (tratto dal racconto omonimo di Silvio D’Arzo) e “Domani ti farò bruciare” (ispirato a I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij) formano un dittico sul silenzio di Dio, sulla sua indifferenza alle tragedie del mondo. Alla sommessa domanda di una vecchia che vorrebbe uccidersi per liberarsi da una vita di stenti, fa eco la furente requisitoria di un demone che vorrebbe invece incarnarsi. Se la resa alla morte lascia il posto alla tentazione di vivere, intorno a queste figure prive di un posto sulla terra risuona il sibilo di una lama che separa vita e morte, umano e divino. Una lama che ci gira intorno come un satellite dall’orbita cieca, incurante del vuoto di senso che non riusciamo a colmare.

Narrazione perfetta, come l’ha definita Eugenio Montale, “Casa d’altri” è il capolavoro di Silvio D’Arzo, scrittore di culto nel panorama letterario italiano del Novecento morto nel 1952 a soli trentadue anni. Un giallo dell’anima, attraversato da una trepidazione che non concede tregua. La voce narrante è quella di un prete di montagna, trasformato in una figura alla Giacometti circondata da microfoni. Al suo racconto si intrecciano una serie di suoni e di rumori che evocano paesaggi naturali e stati d’animo, come nei radiodrammi di un tempo.
Domani ti farò bruciare” nasce invece dalle suggestioni ispirate da due capitoli dei Fratelli Karamazov, testamento spirituale di Dostoevskij. Più che un monologo, è un dialogo negato, una denuncia violenta e malinconica.

Leggi il post di presentazione di “Il cielo sopra Verona”.

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